L’astioporosi, malattia tipica dei politici, colpisce uomini e donne.

Elezioni europee 2019

L’astioporosi, malattia tipica dei politici, colpisce uomini e donne. L’eziologia della malattia deriva da un uomo di bassa statura con capacità comunicative straordinarie. Forte della sua virtù e ben conscio di come il minuscolo cervello dell’italiano medio fosse permeabile a qualsiasi messaggio neanche tanto subliminale, l’istrionico personaggio “scese in campo” nel ‘94.

Mai modo di dire fu più studiato di quello: nel giro di pochi mesi il dibattito politico si trasformò irrimediabilmente. Ogni discussione terminava, quando andava bene, con epiteti che farebbero inorridire anche un camallo. Sì, quel piccolo uomo riuscì a tramutare la politica in un’eterna partita di calcio. Il virus dell’astioporosi fino ad allora relegato agli stadi e ai bar ritrovo dei tifosi, divenne pandemico. Chiunque si può infettare, anzi, sono pochi coloro che ne sono immuni. Offese e satira pesante sono all’ordine del giorno sui social network: pidi(essi)ni, grillini, pidiellini, tutti si affrontano come le tifoserie più sfegatate. Gli ultras di queste squadre sono uomini e donne insospettabili, stimati professionisti, laureati: insomma, l’astioporosi infetta ormai tutte le categorie sociali. Questa è la quotidianità. Poi si avvicina il momento della partita, quella vera: le elezioni. Le maschere cominciano a cadere e i vestiti a lacerarsi. Gli insospettabili diventano tanti Hulk: candidati in lista, tesserati ed elettori distribuiscono colpi bassi, soprattutto sui social, ignorando anche le più semplici regole di educazione. Accuse di tutti i generi, dalla pedofilia ai classici epiteti. Accuse di opportunismo perché c’è chi apprezza proposte della fazione vincente ed è quindi tacciato di voler salire sul carro. Secondo me, invece, l’apprezzare le proposte nate da una fazione diversa, oltre che essere segno di intelligenza, dovrebbe essere alla base della democrazia e applicato soprattutto nelle sedi più appropriate di qualsiasi livello, dai Consigli Comunali al Parlamento… ma cosa sto dicendo? È vero, siamo in Italia: poveri noi, di qualsiasi idea si sia.

Scritto: Francesco Curreri

Verba volant, scripta manent I libri trasmettono il sapere, il sapere è la consapevolezza dell’essere.

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