Il bookmaker ha messo sul tavolo da gioco il “Rischio pandemia”.

PANDEMIC BOND E DINTORNI: FAKE?

Purtroppo no, assolutamente no. In effetti, non appena fuoriuscita la notizia di questi Bond, diverse fonti si sono affrettate a dichiarare che si trattava di una fake news o, per dirla all’italiana, di una bufala, ma per trovare spazio in testate giornalistiche quali “Il Sole 24 Ore” e “Altroconsumo Finanza”, solo per citarne due, evidentemente bufala non era.

Ma cosa sono questi Bond?

Parliamo di obbligazioni emesse da una banca, la “Banca Mondiale” o “World Bank”, quindi parliamo di interessi bancari riconosciuti agli acquirenti alla data di scadenza di questi titoli. Prima di parlare di cifre, e non solo, diciamo che si tratta di una sorta di scommessa forse non propriamente etica, in contrasto a mio parere con i fini per cui questa Banca fu fondata nel 1945. Ma veniamo all’oggetto della scommessa: Il bookmaker ha messo sul tavolo da gioco il “Rischio pandemia”. Sì, proprio ciò che stiamo vivendo oggi. Siamo nel 2017 quando questi titoli vengono messi sul mercato con validità di 3 anni. Se nell’arco di questo periodo non si avrà una pandemia (le clausole sono molto articolate e, non essendo molto ferrato in tema di investimenti, potrei dire qualche inesattezza), vincono i giocatori, se invece la pandemia diventa realtà, vince il Banco… o meglio, la Banca. Cosa non secondaria è che la scadenza è fissata al 15 luglio 2020. Ora, come dice anche “Altroconsumo Finanza” all’inizio di un suo articolo, “L’intenzione era buona…”, ma il dubbio viene. Chiunque abbia investito dopo l’avvento dell’Euro, sa sulla propria pelle che parlare di interessi del 2% è già una manna dal cielo, anzi, forse già investimenti di cui dubitare perché troppo vantaggiosi, quindi con il rischio di perdite abbastanza alto. Bene, di questi “Pandemic Bond” ne sono state emesse due tranche, una di 225 Milioni di USD e l’altra di 95 milioni di USD, per un totale di 320 Milioni di USD. D’accordo, abbiamo conosciuto diversi virus in questi ultimi anni (premetto che non sono un virologo, perciò anche in questo caso potrei confondere virus e batteri), HIV, SARS, Ebola, ma da qui a pensare a un rischio pandemia, il passo è lungo; in più, con tutte le conoscenze scientifiche in nostro possesso… insomma, sembrava difficile. Ma a chi sono rivolti questi investimenti? Si dice ai cosiddetti “investitori istituzionali”, cioè fondi, banche, grandi famiglie e gruppi industriali, non direttamente il piccolo investitore; quest’ultimo potrebbe eventualmente ritrovarsi invischiato in questi affari qualora le cose andassero male e quindi inconsapevole (Parmalat, Cirio, Banca Etruria insegnano) “beneficiario” dei dividendi… ovviamente negativi.

Questi “investitori istituzionali” non sono certo degli sprovveduti, anzi, tutto il contrario. Ma anche il piccolo investitore, nel suo piccolo, non dovrebbe esserlo: MAI. Ora, giusto per capire, se io ho qualche risparmio e decido di investirlo, di solito mi vengono presentate due forme di investimento… anzi, tre: quella più sicura, di solito pacchetti di obbligazioni raccolte in fondi, rende poco, è considerata “sicura”, ma gli interessi sono veramente bassi perché il rischio stesso sul capitale è basso, quasi nullo. Poi c’è il “pacchetto misto”, cioè investimenti che miscelano appunto le obbligazioni “sicure” con titoli azionari; questi investimenti rendono un po’ di più, ma diventano più rischiosi (rischio=perdita) proprio per la presenza di titoli azionari. Quindi ci sono gli investimenti in titoli azionari, che se non gestiti direttamente in Borsa dall’investitore (il vero gioco di Borsa), ma trattati da Fondi, possono rendere molto, è vero, ma il rischio di perdite è veramente molto alto. Tutto questo “spiegone” fatto serve a capire quanto andrò a riportare ora. Se nel pensiero comune una pandemia (ricordiamoci che siamo sempre nel 2017) poteva considerarsi remota, anche il piccolo investitore (o scommettitore) si sarebbe aspettato un rendimento molto basso. Trattandosi invece di esperti “Investitori istituzionali”, trovandosi davanti interessi di rendimento del 7,5% (US Libor + 6,5%) per la prima trance e del 12,1% (US Libor + 11,1%) per la seconda, qualche dubbio poteva forse sorgere. US Libor è paritetico all’Euribor – Fonte dei dati è “Altroconsumo Finanza” [nda]

Questi i guadagni se non ci fosse stato questo dannato Corona Virus. Ma il Covid19 è arrivato, puntuale. Cosa accade adesso? Accade che gli investitori della prima tranche, qualora i parametri fissati fossero raggiunti e superati, ovvero la pandemia è accertata (da una azienda privata americana, la “Air Worldwide Corporation”), perderebbero una percentuale del capitale investito per un massimo del 16,67%, mentre per gli investitori più temerari, o ingordi, la perdita massima potrebbe interessare l’intero capitale investito. Fonte dei dati è “Il Sole 24 Ore” [nda]

A seconda dei pareri, queste perdite, ormai quasi certe, potrebbero ricadere sul piccolo investitore attraverso non propriamente leciti “magheggi” finanziari o rimanere a carico di questi cosiddetti “Investitori istituzionali”. Ora dovrebbe essere naturale chiedersi cos’è questa “World Bank”, ma è ancora presto.

Il “piccolo” Corona Virus non ha infettato solo mezzo mondo umano, ma anche quello finanziario. Tra alti e bassi le Borse di tutto il mondo stanno seguendo un trend negativo che con l’arresto delle produzioni, con la chiusura delle frontiere anche tra i paesi UE difficilmente sarà invertito nel breve. Stessa cosa accade oltreoceano e, guarda il caso, anche qui c’è chi ha scommesso non sulla pandemia, bensì sul crollo delle Borse entro la fine di marzo 2020. Non sono deliri farneticanti di un “Napalm 51”, il leone da tastiera di Maurizio Crozza, bensì parole di due giornalisti del “The Wall Street Journal”, Juliet Chung e Gurnjan Banrji. L’articolo, dal titolo “Bridgewater Makes $1.5 Billion Options Bet on Falling Market – World’s largest hedge fund takes on a big bearish trade; founder Dalio says firm’s overall position on market isn’t negative” è uscito il 22 novembre 2019 e completa il quadro già di per sé non proprio entusiasmante.

Stiamo per arrivare ora a chiudere il cerchio. Cos’è questa “World Bank”? Ma soprattutto, chi c’è a capo di questa eticissima istituzione? Non c’è assolutamente alcuna ironia nella parola “eticissima”. La Banca nasce nel 1945 al termine della Seconda Guerra Mondiale e il suo nobile scopo è quello di aiutare i Paesi aderenti a risollevarsi dalle perdite dovute al conflitto e quindi a svilupparsi. La “World Bank” ha continuato in tutti questi anni a occuparsi dei paesi in via di sviluppo, tra cui anche paesi per i quali il recupero del credito non era proprio garantito al 100%. Nobili scopi, certo, ma anche alcune stranezze. Un esempio? Tra i paesi che risultano in via di sviluppo risulta anche la Cina… certamente, proprio la Cina di cui parliamo tanto, non c’è alcun errore di battitura. Altra stranezza, come non bastasse quella detta, è che la Cina è anche il terzo azionista della “World Bank”. Può bastare? Assolutamente no.

Chi è a capo della “World Bank”? Un certo Mr David Malpass. Vi starete chiedendo ora: “Ma chi sarà questo signore?”

David Malpass è innanzitutto un fedelissimo del Presidente degli USA Donald Trump, per il quale ha lavorato con un ruolo importante durante le presidenziali del 2016. La presidenza di Malpass alla “World Bank” è stata voluta, guarda il caso, proprio da Donald Trump.

Nulla di strano comunque, Mr Malpass aveva già calpestato i pavimenti della Casa Bianca sotto le presidenze Reagan e Bush Jr (il presidente in carica nel 2001).

La cosa strana è che nonostante David Malpass non vedesse di buon’occhio la Banca Mondiale e soprattutto i finanziamenti erogati a favore della Cina (e su questo si potrebbe anche essere d’accordo), ne è stato eletto Presidente.

In realtà esistono altre strane coincidenze. I “Pandemic Bond” di cui abbiamo parlato, sono stati emessi sotto la presidenza di tale Jim Yong Kim, il primo presidente della Word Bank di origine asiatica indicato dal Presidente Barak Obama. Fin qua non c’è nessuna stranezza, ma se andiamo a guardare le date, qualcosa di strano salta fuori. Kim è stato eletto nel 2012 e, visto che il mandato ha la durata di 5 anni, la scadenza è stata nel 2017. Nel 2017 Jim Yong Kim è stato rieletto, ma il 31 gennaio 2019 presenta le dimissioni e dopo un interim affidato a Mrs Kristalina Georgieva, il 9 aprile 2019 David Malpass assume l’incarico di Presidente della Worl Bank.

Si potrebbe terminare qui, ma il profilo di quest’uomo sarebbe incompleto senza riportare una sua dichiarazione dell’agosto 2007 in cui invitava gli investitori a non farsi prendere dal panico perché “Il mercato immobiliare e dei mutui non sono preponderanti nell’economia USA. Anzi, probabilmente crescerà e sarà ancora più solida nei prossimi mesi e forse anni”. Poi è arrivata la crisi del 2008, anno in cui la banca per cui Malpass ha lavorato per diversi anni, la “Bear Stearns Bank”, fu venduta alla “JP Morgan” per un “pugno di Dollari”.

Scritto: Francesco Curreri

Verba volant, scripta manent I libri trasmettono il sapere, il sapere è la consapevolezza dell’essere.

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